Ecco, io me lo immagino sulla spiaggia, ad ascoltare anche lui il canto di quella balena perduta. […] è un Uomo che Cerca. E non importa se è morto prima di trovare. Gli uomini che cercano, finché continuiamo a farci le loro domande, non muoiono mai.

(Carlo Lucarelli, Navi a Perdere, Edizioni Ambiente, 2008, p.102)

cropped-nuova-FAVICON.jpgThe Omissis Project è un blog che cerca. Ci sono storie, in Italia, che non viaggiano sull’autostrada dei grandi media, storie che stanno dieci centimetri a destra o a sinistra dello schermo del televisore e che, per questo, vengono dimenticate – o, meglio, volutamente sepolte – da pseudo-notizie che durano a mala pena il tempo di un tweet. Storie fastidiose che toccano i tanti nervi scoperti del nostro Paese, che raccontano l’anima nera della Repubblica.

Perché l’Italia è un paese di ombre, di domande che da decenni cercano risposta. Sono dettagli, nomi, omissis utili a rimettere insieme i «pezzi disorganizzati e frammentari della realtà», che intrecciano la cronaca di oggi con la Storia di ieri e che, spesso, sono racchiusi in qualche libro dalle poche copie vendute o in qualche archivio.

Sono gli Archivi del Disonore, a volte noti, altre volte nascosti e impolverati in vecchi documenti, nella memoria storica dei protagonisti o nei mille rivoli di storie seppellite sotto la polvere del passato o il nero degli Omissis. Archivi che racchiudono la memoria sporca dell’Italia post-fascista. Archivi a volte pubblici, altre segreti o addirittura introvabili, grazie ai quali (ri)costruire la controstoria del nostro Paese: l’epoca delle stragi e dei servizi “deviati” che rispondono invece ad un preciso progetto politico; gli accordi delle istituzioni con i pezzi più criminali del tessuto sociale italiano o con quei regimi non democratici coinvolti nel nostro business della repressione.

Una storia difficile da accertare, e spesso accettare, in un Paese dalle troppe Chiese in grado di imprimere la propria lente propagandistica alla verità dei fatti anche a distanza di decenni. Una verità che, riprendendo Trilussa, per i troppi mantelli ormai nessuno (ri)conosce più.

È tra i cassetti di questi archivi che nasce The Omissis Project. Questo blog sarà, per questo, un “Blog che Cerca”, scandagliando i dettagli e indagando sul contesto delle storie. Perché nell’epoca della post-verità e delle junk-news, rallentare e approfondire sono gli unici modi per capire davvero il nostro mondo.